Classe; LM-76- Scienze Economiche per l’ambiente e la cultura
Modalità: Convenzionale (no telematico)
Sede: Perugia
Il progetto formativo del CdS riguarda una Laurea Magistrale Interateneo (LM), basata sulla collaborazione tra l’Università degli Studi di Perugia (Unipg) e l’Università per Stranieri di Perugia (Unistrapg). Il corso è gestito dall’Università degli Studi di Perugia ed erogato in modalità convenzionale. L’iscrizione al CdS in Management e cultura italiana del cibo è subordinata al possesso della laurea triennale o di un diploma universitario di durata triennale.
La LM, dal titolo Management e cultura italiana del cibo, ha per obiettivo la formazione universitaria di professionisti e manager per lo sviluppo del turismo enogastronomico sostenibile, dell’export agroalimentare italiano e della gestione delle risorse territoriali e culturali collegate al cibo.
Il CdS si presenta come l’unico corso appartenente alla classe di laurea LM76 a Perugia e la collaborazione dei due Atenei perugini costituisce una fonte di vantaggio competitivo non replicabile in altre iniziative a livello universitario. I due Atenei hanno già attivi CdS di primo livello orientati alla valorizzazione dell’offerta agroalimentare e alla sua dimensione culturale, che alimenta il turismo enogastronomico. In particolare, Unipg ha attivo in Classe L-26 il CdL “Economia e Cultura dell’Alimentazione (ECOCAL) e Unistrapg un CdL interclasse L-Gastr / L-15 dal titolo “Made in Italy, cibo e ospitalità” (MICO).
Per questi CdS manca nel territorio una LM di secondo livello di formazione universitaria, in grado di attrarre studenti delle triennali appena citate, ma anche di economia del turismo, di materie umanistiche etc., nonché studenti stranieri che intendono sviluppare una professionalità legata agli aspetti del Made in Italy e della cultura italiana del cibo.
Il progetto formativo e culturale si inquadra nell’ambito delle strategie europee ed italiane per lo sviluppo economico e culturale dei prodotti agroalimentari italiani. Elementi caratterizzanti questo contesto sono: a) il Programma quadro per Horizon Europe; b) la Strategia Green deal dell’Unione Europea; c) la Strategia From Farm to Fork dell’Unione Europea; d) la Strategia europea per la Bioeconomia; e) la Strategia italiana per la Bioeconomia promossa dall’Agenzia per la Coesione Territoriale.
Le tendenze in atto nei sistemi europei si connotano per un forte orientamento verso la sostenibilità (https://www.fooddrinkeurope.eu/) e la transizione ecologica (https://www.eea.europa.eu/publications/rethinking-agriculture). I sistemi di offerta agroalimentare devono affrontare importanti sfide al cambiamento in conseguenza di spinte economiche demografiche, sociali, tecnologiche, ambientali e climatiche (Zurek et
al., Science 376, 1416-1421 (2022)). Si delineano così, in chiara evidenza, processi in cui le dimensioni istituzionali e organizzative si presentano quali leve efficaci dello sviluppo dei sistemi e del governo del cambiamento (Penker et al., 2022; Klein et al., 2022).
In questo contesto le figure professionali richieste dal settore devono saper combinare la conoscenza della gestione dei processi produttivi e del marketing del settore agroalimentare con la comprensione delle dimensioni culturali e sociali del cibo e l’orientamento al business.
Percorso formativo - Il percorso di formazione prevede che i laureati nei corsi di laurea magistrale della classe:
- possiedano conoscenze qualificate atte ad analizzare, progettare e utilizzare sistemi informativi e processi decisionali di governo per le produzioni agroalimentari, con particolare riferimento al Made in Italy;
- possiedano una preparazione culturale e professionale e una qualificazione avanzate, fondate su conoscenze in ambito economico, economico-aziendale e sociale e integrate con una formazione che permetta loro di analizzare, gestire e progettare processi decisionali in aziende, istituzioni o organizzazioni attive nei settori della produzione agroalimentare, del turismo enogastronomico sostenibile, dell’offerta culturale legata alla produzione e al consumo di cibo;
- siano in grado di utilizzare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell’Unione Europea oltre l’italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari.
La LM in Management e cultura italiana del cibo prevede l’acquisizione di 120 CFU in un percorso formativo biennale. A partire dal secondo anno il piano formativo si articola in due Curricula per rispondere al meglio alle diverse opportunità del mercato del lavoro.
Curricula e tirocini - Il curriculum Turismo enogastronomico e culturale orienta i laureati all’impegno professionale nell’organizzazione e nel coordinamento del turismo culturale connesso con l’esperienza del campo enogastronomico, con una forte caratterizzazione nei settori del Made in Italy. Il secondo curriculum è dedicato ai Mercati agro-alimentari e si concentra nell’organizzazione dell’import-export agroalimentare con particolare riferimento alle attività di valorizzazione delle produzioni nei mercati internazionali. Per entrambi i curricula il percorso formativo prevede tirocini formativi obbligatori presso le istituzioni, le aziende e le organizzazioni che operano nella filiera agroalimentare e che risultano fortemente interconnesse con le risorse culturali ed ambientali dei territori (import-export prodotti agroalimentari tipici; organizzazione di eventi culturali ed enogastronomici; incoming turistico; progettazione e applicazione di pacchetti per il turismo ecosostenibile; digital marketing; valorizzazione e gestione infrastrutture verdi; ecc.). Il percorso formativo prevede inoltre lo svolgimento di attività laboratoriali nel campo del marketing agroalimentare presso le strutture dei due Dipartimenti.
Sbocchi occupazionali – Gli sbocchi occupazionali previsti dal corso di laurea riguardano ruoli di: operation manager con funzioni di elevata responsabilità; professionisti e consulenti nelle filiere agroalimentari sostenibili e nella valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico; manager e consulenti del business ecologico; consulenti per la progettazione e l'analisi degli investimenti ambientali; esperti per la valutazione dell'impatto delle nuove tecnologie sulle organizzazioni complesse sul
territorio e l’ambiente.